“L’intelligenza è un disturbo mentale”

[Articolo di Valeria Mainardi pubblicato su “Ordine e LIBERTA'”di Abbiategrasso] – Un ospite eccezionale ha presenziato durante la conviviale del Rotary Club Morimondo Abbazia, svoltasi mercoledì 25 Ottobre 2017. Relatore della serata benefica, invitato dal presidente Bruno Bocconi, il Dott. Paolo Bianchi, giornalista e scrittore. Ben noti i suoi pezzi per il quotidiano “Il Giornale” e accattivanti i pensieri per chi lo legge su “Libero”. Paolo Bianchi, che sempre coinvolge nei suoi scritti, nel corso della serata ha rapito anche l’attenzione uditiva degli astanti. La presentazione del suo romanzo, “L’intelligenza è un disturbo mentale”, edito da Cairo Editore nel 2016, nel quale viene raccontata la storia di un uomo affetto da un disturbo dell’umore, per l’esattezza un bipolarismo di tipo due, prende spunto da una storia vera, la sua. La temerarietà e l’intelligenza con cui ha scritto il libro, che tratta della depressione e, insieme ad essa, delle declinazioni dei principali disturbi mentali che affliggono la nostra società: sindromi bipolari, fobie, attacchi di panico, anoressia è ammirevole e funge da esempio. “Chi soffre di disturbi mentali non è pazzo. Molti personaggi famosi hanno sofferto e soffrono di depressione, non è una vergogna, non deve essere vissuto come il possesso di una stigmate, di un bollo nero. Bisogna parlarne ed affrontare le situazioni. Io stesso volevo conoscermi, scoprire cosa succedeva dentro di me. Cosi, cercando una cura, di essere curato da qualcuno che avesse premure nei miei confronti, ho conosciuto la “ fondazione progetto Itaca” e i gruppi di autoaiuto. Proprio la frequentazione di questo gruppo, formato da 7 persone, mi ha portato alla redazione del libro”. Con immensa ironia, sarcasmo e semplicità, Bianchi, racconta come le persone del suo gruppo o meglio “i sette picchiatelli” come amorevolmente li descrive, lo abbiano portato alla nuova storia del protagonista, Emilio Rivolta, il suo alter ego, già presente in altri scritti, come “Per sempre vostro” . Le parole ed i racconti dell’autore sono stati divorati. Le domande avrebbero potuto continuare per un’infinità di tempo non determinabile. “Il disagio, se condiviso è più leggero da sopportare” ha ribadito a più riprese “quando una persona depressa si trova nella fase critica, la frase che gli rimbomba in mente è <<io non sono nulla ed il mondo non ha senso>>. Questo comporta la disfunzionalità, l’incapacità di intraprendere qualsivoglia attività”.Bianchi ha voluto esplicare la scelta del titolo del libro “Sono convinto che l’intelligenza sia un disturbo mentale. L’essere intelligenti, prevede la capacità di leggere nelle cose, nelle persone, di riconoscersi nell’altro. Le persone intelligenti, si pongono domande, si chiedono “il perché” delle cose, vogliono conoscere e scoprire. E questo bisogno, li porta a disturbi inevitabili.” Tra i depressi più celebri, si possono ricordare gli ‘attori Robin Williams e Vittorio Gassman; Indro Montanelli; Michelangelo Buonarroti; Francesco Cossiga… e tanti altri personaggi più o meno famosi che, nel loro animo, hanno convissuto con il male oscuro. Paolo Bianchi ha voluto raccontarsi con estrema naturalezza e spontaneità, sottolineando come sia fondamentale parlare, farsi aiutare a non combattere da soli. Chi non lascia solo nessuno, è la “Fondazione Progetto Itaca” a cui sono stati devoluti i proventi della vendita di questo libro. Nata nel 2012 a Milano, è una Onlus che opera nel campo della Salute Mentale, offrendo aiuto e sostegno alle persone affette da disagio psichico e ai loro familiari, diffondendo la conoscenza di questi disturbi, ai fini di responsabilizzare e sensibilizzare la società che, quotidianamente e talvolta, inconsciamente, convive con questo problema. Non si finirebbe mai di ascoltare Paolo Bianchi, una persona speciale, che ha dimostrato non solo la sua arguta intelligenza negli scritti, ma ha svelato una parte di se che lo ha rivelato oratore superlativo.

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