Covid, tra libertà e responsabilità – Prof. Roberto Mordacci – 1/12/2021

Una serata di straordinario interesse ha caratterizzato questo primo dicembre nel nostro Club.Ospite e relatore il filosofo Roberto Mordacci, preside della Facoltà di Filosofia dell’Università Vita Salute San Raffaele, dove é professore ordinario di Filosofia Morale e direttore del Centro Internazionale di Ricerca per la Cultura e Politica Europea.Libertà, responsabilità e pandemia: temi estremamenti urgenti e di grande attualità.Una riflessione, senza sconti, sul concetto di libertà.
La libertà “degli antichi”, ovvero un concetto di libertà che preveda – per far fronte ad un nemico comune – anche la possibilità di chiedere ai cittadini di rinunciare a parte delle proprie libertà personali; oppure la “libertà moderna” dove lo Stato deve proteggere, sopra ogni cosa, le libertà individuali.Mordacci ci porta al cuore della questione: qual é l’uso della libertà? Quello arbitrario in base al quale perseguo ciò che mi pare e questo non é soggetto a sindacabilità alcuna (pensiamo a chi sceglie di non vaccinarsi), oppure l’uso di questa libertà é irrazionale e non può essere tollerato (posizione di coloro che auspicano l’obbligo vaccinale)?La tensione di queste due posizioni, continua Mordacci, non ha via d’uscita.
Serve un terzo concetto di libertà, una “libertà sociale”. Una libertà con scopi raggiungibili esclusivamente con un’azione coordinata.Una azione che ci permetta di non morire o di soccombere socialmente ed economicamente dall’attacco del Covid. Individuare il nemico non  “nel sistema” ma nel virus.Una battaglia da vincere insieme.Quindi non tramite il comando, ma tramite un’efficace campagna di condivisione delle ragioni e degli scopi, fine ultimo dell’azionecomune. Da qui l’importanza di spostare il piano del confronto sulla dialettica e in qualche caso anche sulla retorica positiva (ad esempio l’idea che per contribuire al bene comune lo Stato chieda semplicemente il green pass può avere questo significato), confutando, laddove ne-cessario, tesi irrazionali, ma senza mai perdere di vista l’orizzonte dell’empatia.

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