IL ROTARY CON MOZART RIEMPE L’ABBAZIA PER ERADICARE LA POLIO

[Articolo di Silvia Lodi Pasini pubblicato su “Settegiorni”] – Parterre des roys, domenica scorsa 26 novembre, nell’Abbazia di Morimondo, dov’è andato in scena un capolavoro unico della musica sacra: la Grosse Messe K 427 di Mozart, eseguita dal Coro e Orchestra “Collegium vocale Crema”, sotto la direzione del maestro Giampiero Innocente. Ed è proprio quest’ultimo che ha ragguagliato i moltissimi presenti sul concerto e spiegando le caratteristiche della Messa K 427: “Pochi la conoscono e probabilmente mai è stata eseguita nei nostri territori di provincia, anche per la grandiosità dell’organico richiesto e per la difficoltà musicale della messa in scena – dice il maestro Innocente -. La Messa fu composta da Mozart nel 1783 ed eseguita a Salisburgo, nella Peterskirche dei benedettini, il 25 agosto dello stesso anno. Le cronache parlano di un Mozart intenzionato a sciogliere un voto fatto in relazione al matrimonio con Constanze Weber (matrimonio sempre osteggiato dal padre Leopold) e come ringraziamento per la guarigione da una malattia della stessa moglie. La scrisse senza commissioni esterne e, non ricevendo denaro da nessuno, ritenne ad un certo punto che non v’era alcuna fretta di concluderla, lasciandola perciò incompleta per sempre. Nonostante l’incompiutezza, la Messa in do minore è la più vasta, complessa e impegnativa composizione sacra di Mozart. Lo stile della Messa è una sublime sintesi dei temi mozartiani: il coro a otto voci, i solisti, l’orchestra sembrano mettere in scena un grandioso quadro dai tratti operistici tipicamente italiani. Duetti, trii, quartetti si alternano a imponenti masse corali che scandiscono il testo sacro, l’orchestra non è solo di appoggio alle voci (come nelle messe salisburghesi, limitate nel tempo e nella forma dai dettati liturgici di Colloredo) ma introduce il canto, ne frammenta i temi, si propone come dialogo alle solenni declamazioni. L’ascoltatore si trova, fin dalle prime battute del Kyrie, di fronte ad una ieratica maestosità sonora che rapisce per bellezza ma anche, e soprattutto, per il misticismo di una vastità universale. Le parti del solista soprano furono pensate da Mozart proprio per la moglie Constanze, valida cantante dell’epoca, e nel Christe eleison si comprende perfettamente il riferimento alla malattia e alla guarigione della moglie. Sempre Constanze è protagonista in questa Messa nel meraviglioso movimento dell’Et incarnatus est, dopo la proclamazione del Credo. Ci immaginiamo la moglie del compositore cantare questa incantevole aria in dialogo con tre fiati, mentre scorrevano nella sua mente e in quella del marito le scene di sofferenza per aver perso il primo figlio pochi giorni prima. La fede in Dio che salva e trionfa sulla morte trova così in ogni coro di questa Messa la grandezza di una proclamazione sincera e convinta: i due Hosanna che chiudono la composizione (doppia fuga con doppio coro a otto voci) sono quanto di più solenne e ardito si potesse scrivere, e, seppur incompleta, rendono questa Messa “aperta” ad un tempo celeste e trascendente. Discutibili, controversi, accesi in dissertazioni senza fine, musicisti e studiosi contemporanei attestano comunque concordi un fatto incontestabile: la negletta e incompiuta, è la Messa più intrigante e moderna di Mozart. Chi suona e canta, ma anche chi ascolta si trova immerso in un vortice di bellezza eterna: ogni volta che quelle poche note del Kyrie attaccano l’esecuzione inizia non solo la musica ma la seduzione di ogni spirito, portato e riportato continuamente verso l’Alto”. Un giudizio magistrale, quello di Giampiero Innocente, che tutti i presenti hanno condiviso nell’audizione della celestiale musica mozartiana, ma soprattutto nelle voci dei cantanti lirici che si sono esibiti. Il ricavato dell’evento, organizzato in interclub dai sei Rotary Club del Gruppo Sforzesco (Morimondo Abbazia, Abbiategrasso, Cairoli, Lomellina, Vigevano Castello e Vigevano Mortara) e dai relativi Rotaract è stato destinato al programma internazionale di eradicazione della poliomielite “End Polio Now”. Strapiena di pubblico l’Abbazia di Morimondo, che ha molto apprezzato il concerto, al termine del quale il presidente del Morimondo, Maurizio Arceri, ha invitato per un momento di raccoglimento e di preghiera per la Pace nel mondo i suoi omologhi: Raffaella Pollini del Vigevano Mortara, Moreno Stevanin del Cairoli, Luigi Ottobrini del Vigevano Castello, Mario Gorla dell’Abbiategrasso e Marco Rivolta del Lomellina. Presenti, per il Distretto 2050, il Past Governor Sergio Dulio e Virginio Tagliabue, Assistente del Governatore in carica Luigi Maione.
Silvia Lodi Pasini















