INCLUSIONE ATTRAVERSO LO SPORT MULTIDISCIPLINARE CLUB ROTARY DEL GRUPPO SFORZESCO

[Articolo di Silvia Lodi Pasini pUbblicato su “Settegiorni”] – La solidarietà al servizio dell’inclusione attraverso lo sport. L’esempio viene dai 6 club Rotary del Gruppo sforzesco, che in collaborazione coi rispettivi club RotaAct della “Zona Navigli” sabato 2 dicembre hanno ufficialmente iniziato a festeggiare l’Avvento con una manifestazione all’insegna dello sport inclusivo: “Special Sport Day”, una giornata di multisport dedicata alla disabilità fisica ed intellettiva, in cui tutti i ragazzi hanno potuto divertirsi e cimentarsi nelle più svariate discipline sportive ed interagire con atleti normodotati in Atletica Leggera, Basket, Calcetto, Pallamano, Tennis, Tennis tavolo, Volley e attivazione muscolare. La manifestazione, patrocinata dal Comune di Vigevano, si è svolta al PalaElachem, dove a fare gli onori di casa come Club Rotary è stato il Vigevano Mortara della presidente Raffaella Pollini, che ha esteso il progetto agli altri cinque club rotary del proprio gruppo: Abbiategrasso, Morimondo, Cairoli, Lomellina, Vigevano Castello. La risposta è stata entusiasmante, anche da parte dei ragazzi dei rispettivi Rac, che sabato per l’intera giornata hanno fatto a turno presso la struttura sportiva di Vigevano per agevolare gli spostamenti dei ragazzi da un campo di gioco all’altro. Presenti all’iniziativa, per il Comune di Vigevano, gli assessori Marzia Segù e Nunzia Alessandrino. Tra i più entusiasti il presidente del Vigevano Castello Luigi Ottobrini, che già la scorsa primavera aveva trattato il tema dell’inclusività attraverso lo sport organizzando una manifestazione all’ex Pala Basletta. “Il Rotary è molto sensibile al tema dell’inclusione attraverso lo sport – commenta Ottobrini -, ma la particolarità di questa giornata è stato il numero delle discipline sportive messe in campo. Lo scopo era di far divertire i ragazzi con l’aiuto degli atleti delle numerose società sportive aderenti all’iniziativa. L’unico rammarico è la scarsa partecipazione di pubblico, significativa del fatto non si è ancora ben sviluppata a livello sociale una sufficiente sensibilità sul tema della disabilità. È vero che si sono fatti notevoli passi in avanti, perché fino a qualche anno fa la disabilità e specialmente quella intellettiva, era vissuta e percepita purtroppo come uno stigma da tener nascosto, ma altresì vero che ancora molto resta da fare. Primo fra tutti, riuscire a suscitare più attenzione nella comunità, in modo che non partecipino solo i familiari più stretti dei ragazzi, ma tutti si sentano coinvolti”.
Silvia Lodi Pasini



















