ALLA LULE IN COLLABORAZIONE CON LE SIGNORE DEL ROTARY

[Articolo di Silvia Lodi Pasini pubblicato su “Settegiorni”] – Ben 1500 euro devoluti alla Lule a sostegno delle attività che svolge a sostegno delle donne in difficoltà e vittime di violenza. Un risultato niente affatto male per il gruppo delle “signore del Rotary” che mensilmente si riuniscono in conviviale proprio allo scopo di fare beneficenza. La raccolta e la scelta della realtà sociale cui destinare i fondi raccolti con le cene di beneficenza è stata promossa quest’anno da Greta Gorla, in quanto moglie del presidente del Rotary Club Abbiategrasso Mario Gorla. Secondo un’antica tradizione iniziata all’indomani della costituzione del Rc Abbiategrasso nel 1968, infatti, ogni mese la moglie del presidente del RC Abbiategrasso organizza la “Cena delle signore”: un momento conviviale riservato al gentil sesso in cui si raccolgono fondi da devolvere in beneficenza. Si tratta di una tradizione significativa, che affonda le proprie radici nell’originario divieto, vigente fino al 1978, che impediva alle donne di entrare a far parte del Rotary. Ragion per cui le mogli dei soci dell’Abbiategrasso decisero di emulare i propri consorti, riunendosi tra loro almeno una volta al mese in una cena esclusivamente femminile e alla quale nessun esponente del sesso forte può in alcun modo partecipare. Durante la cena, che da 10 anni si è estesa anche al Rotary Club Morimondo Abbazia secondo le stesse regole, le partecipanti versano una cifra da devolvere di volta in volta alle numerose realtà associative impegnate nel sociale. Quest’anno la scelta è caduta sull’Associazione Lule di Abbiategrasso, che dal 1996 opera nella Città del Leone per aiutare le donne vittime di sfruttamento, di violenze di ogni genere e, più in generale, le donne di qualsiasi età che si trovino isolate e prive di sostegni familiari e sociali che possano consentire loro di autodeterminarsi e di non vivere nella paura e nell’emarginazione sociale. Nel quadro complesso e delicato in cui vive la donna che, talvolta fin dalla più tenera età, si trova ad essere sola ad affrontare abusi, molestie e discriminazioni e non di rado a combattere contro pregiudizi e retaggi culturali estremamente difficili da estirpare, l’Associazione Lule rappresenta non solo un’ancora di salvezza, ma anche una vera e propria famiglia in cui trovare accoglienza, sicurezza e sostegno morale, oltre che economico, per sé ed eventualmente anche per i propri figli neonati o minori. “Per una Associazione come Lule il supporto dei volontari è fondamentale per dare impulso e continuità alle attività e alle iniziative messe in campo sul territorio a favore dell’integrazione e autonomia delle persone emarginate o a rischio di esclusione sociale – ha spiegato la volontaria Raffaella Radice -. In questi anni abbiamo aiutato oltre 2.000 donne vittime di tratta e violenza, 5.000 minori italiani e stranieri, 15.000 adulti in situazione di fragilità dovuta alla migrazione, allo sfruttamento lavorativo o alla disabilità. Da oltre 20 anni Lule Onlus opera nel sociale per rispondere ai bisogni degli invisibili”.
Silvia Lodi Pasini

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