COL ROTARY ALLA SCOPERTA DEI SEGRETI DEL PROFUMO – 24/01/2024

[Articolo di Silvia Lodi Pasini pubblicato su “Settegiorni”] – Una serata dedicata ai profumi e ai sofisticati metodi per ottenerli. “Da Cleopatra a Chanel” è stato infatti il suggestivo tema sviscerato mercoledì sera dal maestro profumiere Marco Maffei, che l’ha declinato mettendo in rilievo il legame esistente tra le fragranze e la seduzione. Nell’excursus che n’è derivato si è tra l’altro scoperto che il celeberrimo profumo “Chanel N° 5”, in base a test e sondaggi condotti per ragioni di marketing e statistiche, non è affatto il più apprezzato dalle donne, benché rimanga di fatto il più iconico tra le fragranze femminili. Molto interessante, inoltre, la scoperta di come la chimica giochi un ruolo fondamentale, oggi giorno, nella realizzazione di un profumo. Quasi tutti gli odori esistenti in natura, infatti, sono chimicamente riproducibili i laboratorio, e ciò a vantaggio dei costi di produzione e quindi di vendita dei profumi che vanno a costituire. L’estrazione dell’olio essenziale di un determinato fiore resta appannaggio pressocché esclusivo delle grandi Maison profumiere, il cui marchio iconico attrae ancora clienti disposti a spendere anche cifre esorbitanti per un profumo. Lo stesso dicasi per le grandi griffe della moda, che sono parimenti disposte a spendere cifre a sei zeri pur ottenere un profumo che le rappresenti degnamente. Va da sé che l’industria del profumo ha un’infinita gamma di applicazioni, che non si limita al profumo da toilette, ma si estende ad ogni settore della produzione industriale, dagli alimentari ai prodotti detergenti, ciascuno dei quali ha un proprio aroma tipico. Uno dei vantaggi dell’utilizzo della chimica nell’industria profumiera è, tra gli altri, quello di salvaguardare gli animali e l’ambiente rispetto a tutte quelle sostanze che un tempo venivano ricavate da ghiandole animali e radici o parti strutturali di specie arboree.
Silvia Lodi Pasini















