A Morimondo la conca più antica. Mario Comencini ospite del RC Morimondo Abbazia.

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(Articolo di Silvia Lodi Pasini) – MORIMONDO – La cultura della tecnica e la tecnica della cultura. Per sillogismo si parla di Mario Comincini, che mercoledì sera ha incantato i soci del Rc Morimondo Abbazia parlando delle conche dei Navigli. Insieme a lui al tavolo del presidente, Beppe Resnati, anche il sindaco di Ozzero Guglielmo Villani e il capitano dell’Esercito Mauro Arnò. Comincini ha intrattenuto tutti da storico ed esperto conoscitore del territorio qual è, sulla scorta del libro che ha scritto e dato alle stampe nel 2012: “La prima conca dei navigli milanesi (1438)”. E così facendo ha fatto scoprire l’interessante storia dei Navigli e della “conca leonardesca”: opera idraulica atta a superare il dislivello tra due corsi d’acqua imposto dalla conformazione del terreno, e come tale fondamentale per la navigazione nei canali artificiali scavati dall’uomo, quali appunto i navigli. Di leonardesco, però, la conca ha solo il nome: non fu lui ad inventarla, anche se fu il primo a disegnarla e a descriverne il funzionamento. Chi l’abbia inventata non è dato sapere, mentre è sicuro che il primo documento che ne parla è del 1438 e descrive nientemeno che la conca del Naviglio di Bereguardo che si trova a Morimondo. E’ questa, pertanto, che si aggiudica il titolo di “conca più vecchia del mondo”, battendo di un anno appena la Conca di Viarenna di Milano, citata in un documento del 1439. E’ a Morimondo, insomma, la capostipite di tutte le chiuse, che nei secoli a venire si diffusero in tutto il mondo: Nord Europa, Rodano, Reno, fino al Canale di Panama. “Contrariamente a quanto fin dal 700 si tramandava in merito alla prima conca dei Navigli, individuandola in quella impiantata nel 1439 dalla Fabbrica del Duomo a Milano vicino alla Darsena – ha spiegato Comincini -, le carte dimostrano che il primato della prima conca spetta al Naviglio scavato da Abbiategrasso a Bereguardo per volere di Filippo Maria Visconti. Le mie ricerche, infatti, hanno portato alla luce un dato più antico: l’installazione di conche nel Naviglio di Bereguardo agli inizi del 1438 e, dopo pochi mesi, nel Naviglio di Cusago e in uno scomparso naviglio tra il castello di Milano e porta Ticinese. Poi, nel 1439, nel Naviglietto di Viarenna e in uno scomparso naviglio da Bereguardo a Pavia e, negli anni successivi, nel Naviglio da Binasco a Pavia, nel Naviglio di Vigevano e nel Naviglio della Martesana”. E dopo alcuni decenni Leonardo da Vinci avrebbe ammirato questa espressione della genialità lombarda, studiandone anche qualche perfezionamento e creando così il mito delle “conche leonardesche”. Fatto sta che in base alle ricerche di Comincini il titolo onorifico di “padre putativo di tutti navigli” spetta proprio al Naviglio di Bereguardo: il primo naviglio dell’orbe terracqueo descritto dalla storia per le sue chiuse. Insomma, se il sistema di conche di navigazione più conosciuto al mondo è quello del canale di Panama, il più antico è quello del Naviglio di Bereguardo. A sorpresa.

Silvia Lodi Pasini

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